Il corpo, pelle e ossa, con la testa che il più delle volte è completamente calva; il “corpo umano” è così “descritto” dalla Avidano; è “letto” e “snodato” come il “il campo” dove vengono “registrate” le ferite delle battaglie che ci assalgono su diversi fronti. Ferite di angosce e fallimenti, di delusioni. Ma è sempre il corpo quel “campo” dove Dio “semina” la sua luce, “penetrando” le “zolle” della terra più arida per “smuovere” il cuore e “rimettere in moto” “l’unità” e l’integrità del soggetto.

Come non “leggere” in questi “flash” tanto drammatici, ed alle volte persino inquietanti, attraverso i dipinti di questa pittrice, una “testimonianza”, direi sua personale, dell’incontro quotidiano con il “dinamismo” della Vita di Dio, nello Spirito del Quale, “ogni cosa “ ed “ogni momento” divengono nuovi, e ricomincia una nuova vita fatta di apertura all’Amore che non delude ed al dialogo con gli altri.
È emblematico che dedichi la sua attenzione al corpo umano, “spogliato” tanto dalle “vesti” quanto da “interferenze” che “nasconderebbero” i lati più autentici della persona, una giovane artista …
D. Tepasso

… tele a tecnica mista di grandi dimensioni, che immortalano il nudo di uomini, donne e bambini con una semplicità spontanea e quasi una pudica timidezza nel mostrarsi al pubblico.
Il nudo di Roberta Avidano, infatti, esalta la perfezione del bello riflessa nella corporeità, lontano dai messaggi della volgarità, del nudo come espressione del desiderio.
Un viaggio artistico tra l’intimità stessa dell’artista e una proposta nuova, in grado di imporre l’opera anche come un “ospite” della quotidianità, appesa al muro di casa…
La stampa
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